LA MIA INTIMA DEPRESSIONE

Carissimi, purtroppo vorrei potervi dare buone notizie riguardo la mia vita, ma purtroppo la depressione si intensifica dentro di me e le esperienze vissute non sono delle più rosee. Del resto tutti, e non solo noi gay, soffriamo moltissimo per via delle etichette, dell’educazione, delle baggianate che ci sono state insegnate. L’educazione moderna bada solo ed esclusivamente al mondo esteriore, quindi: essere bravi a scuola, essere vestiti in un certo modo, a 15/20 avere la ragazza, a 30/35 mettere su famiglia magari, sono tutte cose che la società (cioè i nostri genitori) pretendono da noi (inteso come umanità e non come gay in senso stretto). Il problema essenziale è che nessuno si preoccupa di educare i bambini prima di tutto ad amare se stessi, avere fiducia in se stessi e permettergli di “bruciarsi” con il fuoco interiorizzando, così, il fatto che il fuoco brucia. La maggior parte delle madri si preoccupa molto e soltanto del male fisico e non di quello psichico, minacciando costantemente il bambino per “proteggerlo” dal bruciarsi, ignorando il fatto che il bambino vivrà, poi, chiuso e protetto in un “fantastico” carcere (causa della maggior parte delle depressioni, tra cui la mia). Purtroppo io, come voi del resto, ho vissuto sempre, sin da piccolissimo, senza  possedere quei “requisiti” per sentirmi parte integrante della società (cioè della famiglia), (e qui nasce la “fantasia” (perché di fantasia generale si tratta) delle persone emarginate). Purtroppo mi sono innamorato molte volte, ma, a parte qualche sguardo, non sono riuscito ad ottenere neanche un’amicizia, soltanto fughe o per volontà o per destino. Mi sono trovato a 15 anni a dover competere con le ragazze (che ho sempre vissuto come cause perse) ed infatti, come è naturale, non avevo molte possibilità, le coppiette si formavano e la mia solitudine si intensificava. Purtroppo, al contrario di molti gay, non possedevo e non possiedo il mitico “radar” gay che mi permette di riconoscere gli altri gay, così, nonostante cercassi di trattenere e reprimere il più possibile i miei sentimenti, mi sono innamorato di persone che non solo mi hanno rifiutato, ma mi hanno anche trattato male (non per cattiveria, ma per rifiuto, sempre per l’educazione di cui sopra) senza neanche avere la possibilità di esprimere i miei sentimenti (questo perché ho la grande “sfortuna” di essere una persona così sincera e pulita che i miei sentimenti per quanto cerchi di soffocarli vengono rivelati e capiti). Purtroppo soffro di dipendenza da cibo (che è esattamente come la dipendenza dalla droga o dall’alchool) e sono in cura da uno psicanalista che mi sta aiutando molto. Io non ho nessuna fiducia nel mio futuro, ma credo nell’Amore che alberga dentro ognuno di noi e ho fiducia in quell’Amore. Io ne provo moltissimo (e come me moltissime altre persone), ma per il momento non riesco a trovare un modo per poterlo esprimere….

Avrei veramente voluto raccontarvi una bella storia, ma purtroppo la mia realtà e il mio stato mentale mi hanno impedito di viverla. Vi auguro ogni bene con la speranza di vedervi intimamente felici. Un grande abbraccio. Marco.

LA MIA INTIMA DEPRESSIONEultima modifica: 2008-01-13T11:30:00+01:00da gayproject
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3 pensieri su “LA MIA INTIMA DEPRESSIONE

  1. Caro Marco.
    Le tue parole mi fanno ricordare tanto della mia vita..anche se ho solo 27 anni!! Sono stato una persona depressa per oltre 10 anni. Tutto è incominciato quando ne avevo 16/17, a dover affrontare internamente la mia omosessualità e ad essere un tipo “straight” con amici e scuola. A casa ho sempre cercato di non dare problemi, di essere il figlio che non fai “guai”, e sono rimasto intrappolato dentro il “carcere” di me stesso e del posto in cui vivo. Ero 166 Chili fino a 3 anni, fregandomene di me stesso e vivendo storie di amore e sesso solo nella mia fantasia. Ad un certo punto mi sono guardato indietro….e ho scoperto che sono passati gli anni senza che io me ne accorgessi, capendo che la dolcezza dei miei 20 anni stava sfumando. Devi avere forza Marco…..FORZA!!! Sono passato dai 166 chili agli attuali 83..senza medicine, operazioni,medici o cose varie. Io sono un romantico e un passionale, sono innamorato dell’amore, anche se poi ci rimango male ogni volta che mi buttano via come uno straccio (purtroppo non ho ancora conosciuto gente che abbia voglia di innamorarsi, che rida e ami guardare l’altro mentre si addormenta). Sono pulito nei sentimenti, e amo anche senza sesso, perchè non credo che il sesso sia tutto, ma il poter dare se stessi per qualcuno a cui si voglia bene. Sei tu che devi cambiare la tua vita purtroppo. Nessuno ti aiuterà, ne famiglia ne fratelli…forse qualche amico se scoprirai che lo sono veramente!
    Marco, cerca te stesso….trovalo…afferralo e portalo fuori. Se hai una situazione familiare a casa stabile, se hai la possibilità di uscire e lavorare fuori…fallo! Rimettiti in forma fisicamente, rilassati e stai sereno con te stesso. Quando queste cose saranno parte di te, vedrai come la luce invaderà il tuo sentiero. Fidati delle mie parole, non sono quelle di uno che vede dall’esterno…ma di una persona che ha attraversato il tuo calvario e sta ancora lottando per trovare un posto suo. Ma devi lottare…tira fuore le zanne. La depressione ti porta ad essere inamovibile, ad essere statico e a non riuscire nelle cose. E ricordati una cosa, in questo mondo a tutto c’è rimedio….tranne che alla morte.
    Un augurio sincero.
    Mario

  2. Caro Marco,
    sono stato in depressione per 2 anni anche se questa non era dovuta alla mia omosessualità.Posso solo dirti che,nonostante possa sembrarti una bestemmia,la depressione non arriva a caso e rappresenta una grande opportunità di guardare in faccia le ombre e trasformarle,di convertire il negativo alla luce della consapevolezza.Nella maggior parte dei casi,complice anche un certo indottrinamento culturale,siamo portati a pensare che simili condizioni vadano semplicemente subite e non agite. Ci affidiamo così passivamente alle mani di uno specialista,nella speranza che questi possa risolvere problemi della cui soluzione solo noi possediamo la chiave,l’ultima parola.Il terapeuta può essere un compagno di viaggio,ma non può sostituirsi a noi.Diversamente,anzichè superare gli schemi che ci condizionano li rafforziamo con l’instaurarsi di una nuova dipendenza:quella verso il nostro analista.Senza alcun paternalismo(ci mancherebbe altro…ho solo 20 anni!)credimi quando ti dico che la chiave di volta sta nel porsi in ascolto.Ti accorgerai ben presto che quei dolori,quei demoni che ti appesantiscono il cuore, nascondono in realtà un messaggio di saggezza inestimabile. Se hai davvero,come credo e leggo,fiducia nell’amore lascia che quell’amore SIA di per sè,senza ingabbiarlo con dei limiti che non gli appartengono,senza doverlo necessariamente dare ad altri.Inizia a darlo a te stesso,affidati alla sua forza e lascia che operi le sue alchimie.Io l’ho fatto.E non c’è più giorno in cui mi senta solo perchè so che l’amore c’è.So di avere finalmente me stesso.Con affetto,
    Alessandro

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