LETTERA A UN FIGLIO GAY

Milano,18 Marzo 1980

Caro Aldo,

perché te ne sei andato? Non è un rimprovero, è che ci dispiace proprio tanto. Io e tua madre non ci siamo comportati bene con te e ti chiediamo scusa, perché tu sei un bravo figlio e hai fatto sempre le cose come si deve e se quelle cose ce l’hai dette, l’hai fatto per non tenerci fuori dalla vita tua e noi te ne siamo grati. Certo c’hai preso alla sprovvista, lo so che tu pensavi che ce ne fossimo accorti ma ti giuro che non era così. Tu sei stato con Manuela per anni e noi ti vedevamo felice. Credimi, né a me né a tua madre era mai passato per la mente che tu non fossi felice e meno che mai che ti sentissi a disagio. Ti avevamo visto un po’ strano nell’ultimissimo periodo, noi Stefano lo conosciamo da anni, è venuto a casa nostra tantissime volte da quando era ragazzo ma tu stavi con Manuela e che Stefano fosse così importante per te non lo potevamo proprio immaginare. Aldo, tu ci potresti dire che questa lettera te la dovevamo mandare subito e invece abbiamo aspettato tre settimane, hai ragione e anche di questo ti chiediamo scusa, ma non sapevamo che fare, non sapevamo come comportarci. Quando te ne sei andato via in quel modo ci siamo rimasti malissimo e abbiamo pure litigato, tu madre mi accusava di non avere fatto il primo passo, però non l’ha fatto nemmeno lei. Con tua sorella non sapevano che dire, lei non ti vedeva e ci vedeva agitati e voleva capire, ma non le abbiamo detto niente e le abbiamo detto che perché te ne eri andato non lo sapevamo. Non voglio cercare scuse, ci siamo comportati male e basta, ma per noi è stato un fulmine a ciel sereno. Noi di quelle cose non ne capiamo niente, sappiamo solo che tu sei un bravo ragazzo e che Stefano è un bravo ragazzo. Aldo, se vuoi, siamo disposti a chiedere scusa anche a Stefano. Lo so che abbiamo detto pure davanti a lui delle cose stupide che gli hanno fatto male. Ma tu perché non ci hai preparato prima? Perché ce l’hai detto davanti a Stefano? Lo so che per te così era la cosa giusta ma noi eravamo del tutto impreparati. Aldo, noi siamo disposti a qualunque cosa ma noi non ti vogliamo perdere perché ti vogliamo bene. Io non dico che devi tornare a vivere con noi, noi non ce lo siamo meritato, è vero, però io e tua madre non riusciamo a vivere se pensiamo che tra noi e te c’è ruggine. Aldo, sono tre settimane che non ti sei fatto più sentire, prima abbiamo sperato che tu lo facessi, ma tu non lo hai fatto e abbiamo pensato che forse ti abbiamo fatto troppo male. Aldo, noi abbiamo bisogno di te. Io è tua madre non ci diamo pace. Non ci togliere il piacere di avere un figlio come te solo perché siamo stati stupidi. Dacci un’altra possibilità. Aldo, papà e mamma ti vogliono bene e tua sorella senza di te s’immalinconisce. Ci basta anche solo un cenno. Ti pensiamo in continuazione.

Mamma e Papà

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Bergamo, 28 Marzo 1980

Cari mamma e papà,

ho letto la vostra lettera. Non ce l’ho con voi. Mi aspettavo un comportamento diverso, devo essere sincero, ma non lo potevo pretendere e forse non era nemmeno logico aspettarselo. Anch’io vi voglio bene, anche se mi costa molto dirlo adesso. Stefano vorrebbe che io venissi da voi almeno una volta e verrebbe anche lui con me, ma io non me la sento. Mi sono sentito a disagio. Passerà, ma adesso non voglio tornare a casa. Mi avete scritto cose belle ma non sono quelle che pensate, io questo lo so. Io non vi odio, vi voglio bene, lo so che non potete capire, non è una colpa ma è un fatto. Per favore non scrivetemi un’altra volta, se e quando ci riuscirò mi farò vivo io.

Anche se preferisco non rivedervi (sarebbe penoso per me e per voi) vi voglio bene lo stesso.  Aldo.

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Bergamo, 15 Maggio 1980

Sig. Marco e Sig.ra Milena,

sono Stefano e sto facendo una cosa che non dovrei fare e che Aldo non mi perdonerebbe. Ho letto la lettera che voi gli avete scritto e la risposta di Aldo. Lui vi ha chiesto di non scrivergli di nuovo ma ha sperato che la cosa invece succedesse ma voi non l’avete più chiamato e c’è rimasto malissimo. Ha avuto l’impressione di essere stato abbandonato mentre della vostra presenza ha disperatamente bisogno. Tanto volevo dirvi. Stefano

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[I genitori di Aldo non lo hanno comunque richiamato, la risposta dura del figlio è sta probabilmente per loro un elemento determinante. Il rapporto di Aldo con Stefano è durato meno di due anni in termini di convivenza, poi Aldo e Stefano si sono separati pur mantenendo rapporti cordiali e continuando a frequentarsi di tanto in tanto, ciascuno dei due intendeva lasciare l’altro completamente libero perché la convivenza ormai era vissuta più che atro come un vincolo. Sia Aldo che Stefano hanno cercato alternative a vari livelli e, due anni dopo, quando Aldo aveva 29 anni e Stefano 31, la loro convivenza è ripresa, senza la passionalità dei primi tempi, ma sulla base del della schiettezza e del rispetto reciproco.]

LETTERA A UN FIGLIO GAYultima modifica: 2008-01-07T23:15:00+01:00da gayproject
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5 pensieri su “LETTERA A UN FIGLIO GAY

  1. ooooo…Finalmente!!! Dopo i commenti interessanti sulle mestruazioni (hahaha:) scusate ma era da morir dal ridere…dicevo…hahaha:) ) finalmente un omofobo che non spaccia per verità teorie assurde…
    però raga…un piccolo consiglio:messa così è già leggermente meglio, concordo, ma se volete offenderci e umiliarci davanti al mondo dovete prima imparare a scrivere frasi di senso compiuto … tipo: “una ma che belli ecc.” non vuol dire un cazzo:)
    Si impara alle elementari…non è mai troppo tardi!!:)
    Non dico che dobbiate diventare intelligenti, mi accontento che impariate a scrivere 🙂
    Comunque tu dici patetici…bè è un concetto relativo, difficile trovare un modo per verificarlo…direi che dipende in confronto a chi…tu dici più in confronto a “una ragazza” o a te? Cercati i suoi memorabili commenti del recente passato:)
    Ma poi non capisco…perchè ogni volta che gli si risponde a sta gente dopo una replica al massimo non hanno più argomenti per rispondere? Mah…

  2. Uuhuh “patetici”… patetico sei tu caro mio e la tua ignoranza che hai sputato qui con questo commento. Sì, esatto per me il tuo commento è uno dei tanti sputi che si trovano sulla strada. Mi fai solo tanta pena. Un consiglio, nasconditi te che forse faresti un bene all’umanità intera… Non so che spreco a fare le parole così, purtroppo tante persone non hanno proprio le capacità intellettive di capire… e che ci vogliamo fa’?

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