DEPRESSIONE GAY

Il post “Amore fisico gay e sublimazioni” mi è piaciuto molto, l’ho letto tutto d’un fiato, ma come si legge una favola. Chiunque ne sia l’autore, la prima cosa che mi è venuta in mente è che deve essere bellissimo, perché se così non fosse, non riuscirei a capire come potrebbe riuscire ad agganciare un ragazzo del tipo di Màrtin nel tempo di una mattinata. Adesso certo i tipi super ci sono e quelli sono stati benedetti da madre natura, ma tutta la storia mi sa di storiella edificante. Se penso a me stesso devo dire che io i bei ragazzi tedeschi che mi buttano le braccia al collo me li sono solo sognati e forse nemmeno sognati, a me cose come la storia di Màrtin non sono mai capitate. Guarda che io di ragazzi belli ne ho conosciuti tanti, quelli etero dovevano pensare alle cose loro, quelli gay, ammesso e non concesso che ce ne fossero, certo non si sono mai curati di farmi sorrisetti di nessun genere. Onestamente a quella storia non ci credo, può essere pure che sia vera, ma comunque una rondine non fa primavera e la vita dei gay, di quelli veri, non di quelli da copertina, con questo tipo di favole non ha nulla a che vedere. Io non ho ancora trent’anni, non faccio proprio schifo ma onestamente non sono bellissimo, a qualcuno (quelli che hanno la fortuna di incontrare ragazzi come Màrtin) potrà sembrare assurdo, ma io preferisco un’amicizia vera con un etero, forse anche perché Màrtin non l’ho mai incontrato e pure se lo incontrassi certo non mi butterebbe le braccia al collo. A parte il fatto che io non ho mai vissuto nemmeno un’amicizia “vera” con un etero. Puntare sull’idea che prima o poi uno come quello lo trovi è come giocare alla roulette russa. Mi sono sempre chiesto perché noi gay, e certe volte pure io più degli altri, andiamo cercando favole e favolette. Noi stiamo scappando dalla realtà! Ci sarà pure quello che spende un euro e vince la lotteria, ma non fa testo. E adesso vengo a me, io alla befana non ci credo perché oggettivamente non ci posso credere, a me non è mai corso dietro nessuno, nemmeno una ragazza e questo la dice lunga, io sono solo, questa è la realtà e, se proprio la vogliamo dire tutta, in certi momenti mi sento proprio depresso. La depressione per un gay come me è la regola, io che futuro posso avere? Trovare Màrtin? … Ma non scherziamo, per favore. Io posso solo restare solo. E poi qui ho letto di storie d’amore anche più complicate di quella di Màrtin, ma io storie d’amore non ne ho mai vissute di nessun tipo. Sono andato tantissime volte a cercare siti di storie gay su internet, ma lo dico chiaramente, non siti come questo, no! Proprio siti di storie erotiche. Ma scusate, ma io con che cosa mi devo confrontare? Col nulla? Voi mi potete dire che le storie erotiche non hanno nulla che vedere con la vita reale. Prima di tutto non è vero e poi, scusate ma che cosa hanno a che vedere con la vita reale storie come quelle di Màrtin? Poi dice: l’amore fisico! Ma io l’amore fisico lo posso fare solo con me stesso. Ma dove vado? In palestra a fare pena? No! Non è che io certe cose le metto da parte perché preferisco campare di sublimazioni invece che di sesso reale, è che le sublimazioni almeno esistono, perché penso che la vera sublimazione per tanti ragazzi gay è proprio pensare che il sesso reale esista, mentre per moltissimi gay il sesso fisico è una eventualità remora come vincere il primo premio della lotteria. Cioè credere al sesso fisico tipo quello con Màrtin, dal mio punto di vista è proprio come credere alla befana. Io non mi vergogno di dire che sto andando sulla strada della depressione, io ai miei non ho mai detto che sono gay e non lo dirò mai, perché non è possibile, io amici “veri” cioè di quelli che sanno tutto di me non ne ho proprio, certo che vivo solo di fantasie. Ho amici etero che mi vogliono bene, ma mi vogliono bene perché mi considerano come loro, cioè tra noi, in sostanza, è tutto falso, ma non può essere diversamente, e non è questione di coraggio. Ho letto un commento di una ragazza sulla storia di quello che si era innamorato del professore, lei diceva che uno ci deve provare comunque… ma dove vive? Forse tra i Marziani funziona così, ma da noi no. E poi se una ragazza si innamora di un professore e glielo dice lo può mettere in imbarazzo ma tutto sommato in modo relativo, ma se glielo dice un ragazzo le cose sono molti diverse. Vorrei dire che si vede benissimo che chi scrive questi commenti non ha la più pallida idea di che cosa significa essere gay e vivere veramente certe situazioni che col mondo delle favole non hanno niente a che vedere. Io onestamente il mio futuro lo vedo nero. Ma come fai a non essere depresso? Io non frequento nessuno e con quei pochissimi che mi sono in qualche modo amici posso solo recitare, a casa mia recito 24 ore al giorno, ma che sfogo ho? Di che cosa dovrei essere contento? Di fare una vita come questa? Ma contento di che? Praticamente sono 15 anni che mi sto abituando all’idea che tanto la vita mia “non esiste”, non è questione di coraggio, è una partita persa fin dal principio. A qualcuno è andata bene magari perché ha avuto una famiglia diversa, perché ha avuto altre occasioni di vivere una vita sua, almeno a metà, almeno parzialmente, ma io mi sento in galera, uno sfogo non ce l’ho mai! Altro che sesso, io non posso nemmeno scambiare quattro parole che non siano false. Io non vivo in una grande città, io vivo in paesetto dove tutti si conoscono e tutti sanno tutto di tutti e mi sento spiato, sorvegliato da una massa di gente pettegola che non vede l’ora di farsi i fatti miei. E poi io sono rimasto a casa dei miei, mi sono laureato e invece di andarmene lontano sono tornato qua, perché hanno tanto insistito che non ho potuto (non voluto) dire di no, lavoro qui, c’è una piccola banca e io lavoro qui, per fortuna gli impiegati sono vecchi e sono di fuori e non mi rompono le scatole se no mi potrei proprio sparare, e poi le insistenze dei miei perché “mi devo sistemare” e poi le chiacchiere dei vicini che ti fermano per la strada e che si mettono a parlare impicciandosi “affettuosamente” dei cavoli tuoi, e il parroco che ogni volta che mi vede mi vuole portare in chiesa, e due o tre ragazze che mi identificherebbero come un buon partito solo perché lavoro in banca. No! Così non si vive! Io me ne devo andare di qua! Me ne devo andare in un posto lontanissimo dove non mi conosce nessuno e qui non ci devo tornare più! ma quando fai una vita come la mia e leggi le favolette come quella di Màrtin ti viene pure la rabbia! E poi dicono che siamo tutti uguali, io forse un po’ meno degli altri.

DEPRESSIONE GAYultima modifica: 2007-09-17T14:53:20+02:00da gayproject
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4 pensieri su “DEPRESSIONE GAY

  1. Senza offesa,ma quanta invidia e autocommiserazione nel tuo post!
    Premettendo che la storia che hai letto potrebbe essere una bufala,non puoi credere davvero che il tuo orientamento sessuale non ti permetterà di fare mai nemmeno sesso!
    Di sesso ne puoi trovare a bizzeffe,magari viaggiando un po’ di più e conoscendo qualcuno in rete,ma non vivere come se fossi davvero condannato alla solitudine!
    Io ho 23 anni,abito in un minuscolo paesino bigotto di campagna ma,a parte i primi momenti di spaesamento,sono riuscito ad avere storielle e storie con persone del mio stesso sesso.
    Certo,non è tutto rose e fiori,capitano problemi (sopratutto per chi come me è un po’ “un diverso tra i diversi” in quanto non vado in locali,associazioni,gay pride e non ho le classiche caratteristiche dell’omosessuale medio),ma tutto sommato non vedo perchè bisogna vivere in totale solitudine masturbatoria la propria sessualità.
    Dimenticavo,riguardo la bellezza:io ho sempre sostenuto che ognuno ha il suo publico,ed è così te lo assicuro.

    Ovviamente queste sono solo le opinioni,se ti sono sembrate arroganti vedi che non lo volevano essere

  2. Questa lettera è indirizzata a “distillato7” un lettore di questo blog che mi ha lasciato un meraviglioso commento.

    Ciao, “distilato7”,

    vado subito al sodo, ho un obbligo morale nei tuoi confronti (come nei confronti di tutti i lettori di questo blog), devo evitare che i miei post ti traggano in inganno facendoti immaginare di trovarti di fronte a un ragazzo della tua età, ti ripeto quindi qui ciò che ho già detto altre volte in questo blog, io purtroppo non sono un ragazzo di 23 anni e nemmeno di 33 o di 43 o di 53, io sono più avanti nella strada della vita, sono prossimo alla pensione. Non sto giocando con le identità, è assolutamente vero. Le storie che leggi qui, con l’eccezione di tre soltanto, che mi sono state inviate dai lettori di questo blog, non sono storie autobiografiche che si riferiscono alla mia persona, ma sono il risultato (qui condensato perché i post non possono essere troppo lunghi) di un lavoro durato molti anni di raccolta di episodi di vita vera gay. Chi ha letto questo blog sa che tratta della vita gay da molti punti di vista e soprattutto secondo le prospettive di età e condizioni molto diverse. Io ho raccolto e rielaborato queste storie cercando nel riscriverle di mantenere la massima possibile aderenza ai fatti come mi sono stati riferiti o come li ho visti e in qualche caso vissuti direttamente. Tutto questo per non appropriarmi di identità che non ho, o che non ho più, perché credo che non sarebbe onesto giocare sull’equivoco. Quello che leggi è reale perché rappresenta cose accadute e situazioni reali ma spesso non è riferibile a me in prima persona. Aggiungo qualcosa di me, nei limiti del possibile, perché il post relativo alla “depressione gay” anche se non è mio al 100% lo sento straordinariamente mio dal punto di vista sostanziale. Quando ho riassunto il testo che originariamente era molto più lungo e conteneva lettere autentiche e appunti autentici, ho provato la sensazione di scrivere cose che sento in prima persona. Ho vissuto una vita intera “a fare altro” anche cose relativamente gratificanti, ma fino al 30 Agosto di quest’anno non avevo mai fatto nulla che fosse veramente mio, mio nel senso di gay e di gay dal mio punto di vista. Ma il 30 Agosto di quest’anno ho avviato i miei blog (ce ne sono altri due che sono la fotocopia di questo, al solo fine di raggiungere più persone). Non ho alcuna finalità di tipo economico o politico, vorrei solo parlare qui di quello che la vita vera dei gay è oggi ed è stata negli anni passati. Ho trascorso la vita a scrivere e a raccogliere testimonianze gay, ho scritto romanzi che rispecchiano fedelmente fatti realmente accaduti che, ovviamente, non potevano essere pubblicati, queste cose sono state e sono ma mia vita. Sto cominciando a mettere tutti questi contenuti in rete. Li rielaboro per renderli più immediatamente comprensibili in un tempo ragionevole ma sono cose vere, non sono fantasie. Riscoprire alla mia età la possibilità di mettermi in contatto con un insieme di persone che mi possono capire è un’emozione grandissima. La parola gay, per me, è una parola sacra, dietro c’è una moralità, c’è una sofferenza e c’è una capacità di amare che la gente non immagina nemmeno e che ho trovato nel mondo reale nelle situazioni più varie. Trovare sul mio blog il tuo commento è per me una cosa di valore enorme, hai aggiunto un link al tuo blog, e anche questa è una cosa di un valore enorme, mi ripropongo di leggere il tuo blog con la massima attenzione, probabilmente lo farò questa notte stessa. Copierò questa lettera in un commento che aggiungerò dopo il tuo, in calce al post “depressione gay” e ti lascerò, sul tuo blog un piccolo commento non invasivo usando una identità più neutra “il_progettista”. Per il momento ti ringrazio e mi auguro che voglia continuare a leggere il mio blog. Oggi mi hai fatto felice. Grazie.

  3. destinato a chi ha scritto al post….il ragazzo che lavora in banca nel piccolo paesino.
    Io la pensavo proprio come te, ma posso assicurarti che non lo è. certo se non vuoi affreontare i tuoi genitori,o le malelingue del tuo paesino, non potrai restare a lungo li dove sei. Non dico che tu ti deva dichiarare, non se non hai una ragione forte per cui valga la pena farlo. Ma al mondo non ci sei solo tu. io ne sono la prova, non lavoro in banca, ma il mio lavoro è altrettanto dignitoso , ho conosciuto un ragazzo, per caso su internet,entrambi non dichiarati e insospettabili,vite normali e amici normali,le ragazze mi giudicano molto affascinante per quanto io non mi ritenga bello, ma loro mi reputano bello e dannato, perche si innamorano di me per come la penso ed i modi “a modo” che ho, la capacità di ascoltarle e di capire….non hanno capito però il perche così irragiungibile, ho molti amici falsi come dici tu, e quando ho avuto la possibilità di trovarmi nella sua citta, l’ho voluto conoscere di persona, abbiamo preso un caffe….e da li una semplice amicizia ma vera e reale! poi ci siamo fatti prendere un po la mano, ed è andata avanti per un bel po, sono stati bei momenti. Ora è finita , per questo e quell’altro problema, principalmente lavori gia troppo affermati per potersi trasferire, ed era inutile e sconveniente vivere un rapporto a distanza con pochè settimane all’anno insieme. Qesta cosa successa però mi ha fatto capire che nel mondo non sei solo, non è detto che debba finire la tua vita da solo. TI lascio il mio contatto msn se vorrai chiacchierare un po su internet, magari iniziare con un amico virtuale….che poi non lo è perche dall’altra parte ce una persona, è un inizio e potresti vivere meglio! non buttare via queste piccole possibilità, capitano di rado! il mio contatto è [Il contatto è stato rimosso per motivi di privacy. Sottolineo che il post cui questo commento si riferisce è di oltre sei mesi fa e che la probabilità che il commento possa essere letto dall’autore è praticamente nulla e me ne dispiace sinceramente]
    contattami ne parliamo!

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