STORIE DI OMOSESSUALI: NARRAZIONE E AUTODIFESA IMPLICITA

STORIE DI OMOSESSUALI TRA 800 E 900 – parte decima

Prosegue la pubblicazione delle storie annesse al trattato sull’inversione sessuale di Havelock Ellis. Nelle tre storie che seguono sono illustrati alcuni temi estremamente delicati, in particolare l’interesse sessuale dei ragazzi omosessuali molto giovani per il loro padre o per un fratello e l’interesse dell’adulto per i minori impuberi, cioè in pratica la pedofilia. Su quest’ultimo punto vanno fatte delle osservazioni importanti: il pedofilo, nel caso qui rappresentato, non si rende conto del danno che può provocare, tende anzi a trovare delle giustificazioni altruistiche del suo comportamento, in termini di protezione del minore. Nel caso specifico si tende a sottolineare che non esiste violenza e che i ragazzi che sono passati per queste esperienze alla fine sono diventati tutti buoni padri di famiglia e anzi hanno mantenuto un buon rapporto con l’adulto che aveva avuto contatti sessuali con loro. Questa è ovviamente una visione di parte per la quale non ci sono riscontri dall’altra parte. In realtà si tratta oggettivamente di abusi perché non c’è di fatto la possibilità di un vero consenso da parte del minore. Il problema dell’età del consenso è dibattuto ancora oggi, ma l’età del consenso non può essere spostata troppo indietro. Va sottolineato che l’abuso su un bambino o su un preadolescente da parte di un uomo adulto produce in genere danni molto più gravi in un ragazzo che crescendo si scopre omosessuale, piuttosto che in uno che si scopre eterosessuale, e questo perché l’omosessuale tenderà a riconnettere la propria omosessualità all’abuso e tenderà quindi a rifiutarla. Il problema è comunque molto serio e richiederebbe un approfondimento adeguato, Havelock Ellis fornisce solo un esempio che non può in nessun caso essere generalizzato.

Buona lettura.

STORIA 22

T. J., 50 anni; uomo di lettere. Altezza 5 piedi 7 pollici; peso 10 stone [circa 63,5 kg], ma prima molto meno. Appartiene ad una famiglia del tutto normale, tutti sposati e con figli.

“A causa del fatto che mia madre ha sofferto di qualche malattia per tutto il periodo della gestazione prima della mia nascita, venni al mondo, così gracile, così mal nutrito, che per qualche tempo i medici disperarono della mia vita. Fino al età della pubertà, anche se mai malato, ho sofferto molto per la salute delicata. Ero anormalmente sensibile e tutti i miei affetti e le passioni erano straordinariamente sviluppate. Dato che i miei fratelli erano molto più grandi di me, sono stato lasciato in compagnia di mia sorella. Fino a 8 anni lei è stata il mio principale compagno di giochi. Con lei ho giocato con le bambole e mi abbandonavo totalmente ai piaceri di una terra immaginaria che era molto più reale per me del mondo intorno a me. Non ricordo di aver imparato a leggere, ma a 5 anni Le mille e una notte e Hereward the Wake di Kingsley erano i miei libri preferiti. Vivendo in campagna, la vicinanza di altri bambini era difficile da ottenere. Tutti i miei affetti erano centrati su mio padre, mia madre era morta quando ero un bambino. Questo affetto per mio padre era piuttosto una passione morbosa che assorbiva la mia vita. Non osavo staccarmi dal suo fianco per timore di una definitiva separazione da lui. Io lo svegliavo nel sonno per vedere se era ancora vivo. Fino ad oggi, anche se è morto ventisei anni fa, il suo ricordo mi perseguita.

“I miei primi desideri anomali erano collegati con lui. Lo avevo visto occasionalmente orinare nei viali del giardino o fuori in campagna. Queste situazioni mi eccitavano terribilmente, e, se possibile, avrei aspettato fino a quando non se ne fosse andato, per toccare le foglie umide, ottenendo un terribile piacere dal contatto. In seguito, anche se non lo ha mai sospettato, il desiderio di lui divenne una passione che mi consumava, e mi ricordo una volta, quando, in vacanza, io e lui occupavamo lo sesso letto, l’emozione della sua vicinanza mi fece venire un attacco così formidabile di palpitazioni cardiache che mio padre chiamò il medico di famiglia al nostro ritorno a casa. Inutile dire che il mio cuore fu trovato abbastanza sano. Il desiderio rimane ancora dopo tutti questi anni, e nulla mi eccita di più, anche ora, che la memoria di mio padre nel suo bagno mattutino.

“Tutto il mondo per me, nella mia infanzia, era popolato di esseri immaginari. Quando ero ancora un bambino potevo inventare storie e metterle in relazione con qualsiasi ascoltatore che riuscivo a trovare, una di queste storie andò avanti per tre anni. Sono stato un lettore onnivoro, ma la mia lettura preferita era la poesia. A 7 anni potevo ripetere a memoria la maggior parte delle poesie di Longfellow; poi seguì Scott, poi Milton mi ha affascinato quando avevo 14 anni; poi vennero Tennyson, Arnold, Swinburne e Morris. Più tardi vennero i poeti greci e latini. Dai 7 anni in poi ho scritto versi per mio padre. Fino a 8 anni avevo molta paura del buio e, anzi, di ogni tipo di solitudine. Questo, tuttavia, passò e si trasformò in un estrema sensibilità legata al vedere o incontrare le persone. Anche su una strada di campagna avrei camminato per miglia fuori del mio percorso pur di evitare di incontrare un comune contadino. In quel periodo i miei sogni ad occhi aperti erano la mia occupazione preferita. Anche oggi le mie visioni occupano la maggior parte della mia vita. Anche se ero timido, non mi mancava il coraggio. In giovane età avrei combattuto contro ragazzi anche più grandi di me. Più tardi ho rischiato la vita molte volte in varie parti d’Europa. Per quanto riguarda gli sport, posso fare un po’ di tutto: nuoto, equitazione, scherma, tiro, un po’ di ciascuno. Giocavo anche passabilmente a cricket e al calcio, ma gli sport non mi interessavano molto. La letteratura è diventata ed è la passione della mia vita e per alcuni anni è rimasta la mia unica occupazione.

“A 8 anni l’inversione sessuale cominciò a manifestarsi, anche se fino a quando raggiunsi i 10 anni di età ero praticamente del tutto innocente. Quando avevo 8 anni, la mia famiglia si trasferì un altro paese e feci conoscenza con un bambino che mi attirava sessualmente. Ci masturbavamo in compagnia, senza alcuna ragione se non il piacere di vederci con gli attributi esposti. Poi ho avuto un rapporto con lui in anum. Questo, in realtà, a quel tempo, era un’eccezione ai miei gusti ordinari che rapidamente si svilupparono in un intenso desiderio della fellatio e più tardi dei piaceri intercrurali. Quest’ultima cosa, forse può essere spiegata a partire da una visita alla nostra casa fatta un ragazzino con cui ho dormito per circa un anno. Ogni notte, durante questo periodo, avevo rapporti intercrurali con lui due volte e qualche volta anche tre. Poi è arrivata una grande passione per tutti i ragazzi giovani e per gli uomini molto vecchi. I ragazzi, dopo i 14 o 15 anni cessavano di attirarmi, in particolare quando i peli del pube iniziavano a svilupparsi. Da 8 a 14 anni, quando cominciavo ad avere le prime eiaculazioni, mi masturbavo in ogni occasione. Da 14 ai 27, sempre una volta al giorno, generalmente due volte e talvolta tre volte al giorno. A 27 anni ho presi in fitto delle camere e feci conoscenza con la famiglia che occupava la casa. I ragazzi, uno per uno, erano autorizzati a dormire con me e io concepii una straordinaria passione per uno di loro, un attaccamento che durò finché, alla fine, lasciai l’Inghilterra. Il legame era molto più forte di quello di un uomo con la moglie e non aveva nulla degradante. Ero infelice quando ero lontano da lui, e dato che era molto interessato agli sport di tutti i tipi, ho sofferto ‘diversi tipi di morte’ ogni volta che ho immaginato che la sua vita fosse in pericolo. Posso onestamente dire che in ciascuna delle mie relazioni, e ne ho avute molte, il sentimento prevalente era la gioia di proteggere un essere più debole di me. Tutti quelli che ho amato sono stati poi perfettamente normali e tutti sono adesso padri di famiglia. Tutti mi riguardano ancora con affetto e rispetto a dispetto di ciò che è accaduto tra noi. Per tutta la mia vita sono stato posseduto dalla passione per la paternità, potrei quasi dire per la maternità. Volentieri avrei sofferto le pene dell’inferno se avessi potuto partorire un figlio alla persona che amavo. Posso dire onestamente che quello è stato l’istinto dominante della mia vita. Nella mia passione non sono mai stato brutale, né, salvo che sotto l’influenza del vino, ho avuto rapporti con maschi che avessero superato la pubertà. Nell’Europa meridionale le mie esperienze sono state le stesse, una passione predominante per un ragazzo che si manifestava in ogni specie di cura protettiva, che, anche se finiva, per quanto riguarda la passione sessuale, quando il ragazzo raggiungeva i 15 o 16 anni, durava comunque ancora come affetto onesto e altruista. All’età di 51 anni, mi masturbo ancora una o due volte la settimana, anche se desidero ardentemente che una persona e amo quella persona condivida il piacere con me. Ho cercato invano all’età di 27 anni di mettermi in linea con gli altri. Sia le prostitute  che i prostituti maschi mi hanno causato orrore. Ho tentato l’atto del coito quattro o cinque volte, due volte con donne di facili costumi e le altre volte con donne sposate. Salvo che in un caso, i tentativi o abortivano o mi causavano estremo disgusto.

“Praticamente dal momento della pubertà ho attratto sessualmente non solo donne ma anche uomini. Le donne, abbastanza stranamente, anche se sessualmente non mi importa nulla di loro, o mi odiano o mi adorano, e ho avuto cinque proposte di matrimonio. Allo stesso tempo, fino a cinque anni fa, sono stato inseguito dagli uomini e ho avuto le esperienze più strane sia in Inghilterra che all’estero. Nel primo periodo di questa storia ho sofferto enormemente per la sensazione di essere isolato e unico al mondo. Mi sono opposto con tutte le mie forze all’abitudine della masturbazione e ai miei gusti perversi. Fustigazioni, veglie, bruciature, erano tutte cose inutili. Una più approfondita lettura dei classici mi mostrò quanto fosse comune l’attrazione sessuale per lo stesso sesso. A 27 anni ho iniziato ad avere una filosofia costante. Allora come oggi, decidevo infinite volte di evitare la masturbazione, anche se non vedo nulla di male in un atto reciproco di due persone spinte insieme dall’amore. Io sono e sono sempre stato un uomo estremamente religioso, e se non sono proprio un cattolico ortodosso, faccio i miei doveri religiosi  e ho un alto senso del soprannaturale. Ho sofferto molto di melanconia dai miei primi anni. A 18 anni, anche se niente andava veramente male, un malessere vago ma profondo mi indusse ad aprirmi le vene del braccio. Svenni, ma fui prontamente soccorso. All’età di 35 anni, dopo un ritorno dall’estero, presi una dose enorme di veleno. Anche questa volta una singolare coincidenza mi salvò, e ancora una volta tornai alla vita. Dopo questo sono volutamente andato all’estero per ottenere la morte e l’ho cercata in ogni modo possibile. Ma invano, come vedete. La morte è una cosa di cui non ho mai avuto paura, ma che ho sempre desiderato. Sono sicuro che se solo sapessimo che gioie ci sono dall’altra parte della morte, il mondo intero si precipiterebbe follemente al suicidio. Ho, a prescindere da qualsiasi perversione del gusto, una passione sincera e genuina per i bambini e gli animali, e non sono mai più felice di quando mi trovo in loro compagnia. Entrambi mi adorano.

“La mia vita non ha offuscato né attutito le mie facoltà, perché sono occupato in questo momento con un lavoro molto importante e scrivo costantemente. Ma la mia vera vita è passata nelle mie visioni, che mi portano in un altro mondo altrettanto reale come questo sensibile, e dove mi ritiro sempre in tutte le occasioni possibili. E tuttavia, è uno strano paradosso: io sono uno stoico convinto e limito quasi le mie letture ad Epitteto, Marco Aurelio, e all’’Imitazione’. Sono estremamente emotivo, appassionato della compagnia delle donne, anche se detesto il loro lato sessuale, e quando io amo, anche se la passione è certamente inestricabilmente coinvolta, il sentimento prevalente è spirituale. Io probabilmente finirò per essere un certosino o un fachiro.”

STORIA 23

Inglese, 70 anni, di origine tedesca per parte di padre. È stato il primo figlio di sua madre, che aveva 36 anni alla sua nascita; un fratello minore normale; non ha altri parenti.

Fu portato in Inghilterra e andò a scuola all’età di 13 anni. In età molto precoce, tra i 6 e gli 8 anni, fu profondamente colpito dal bel volto di un giovane uomo, un trombettiere reale a cavallo, visto in un corteo. Questo, e la vista del corpo nudo di giovani uomini in una gara di canottaggio sul fiume, gli provocarono una grande commozione, ma non di un carattere decisamente sessuale. Questa sensazione fu aumentata dalla vista di un bel modello maschile, un giovane turco che fumava, con il suo vestito aperto davanti, che mostrava gran parte del petto e sotto la vita. Si abituò a guardare le immagini, ammirava le figure maschili di martiri italiani e la ricchezza di forme di Antinoo, e lesse avidamente Le mille e una notte e altri racconti orientali, traduzioni dai classici, Svetonio, Petronio, ecc.. Disegnò modelli nudi nelle scuole dal vivo e di deliziò con ballerini maschi. Come un bambino, aveva l’abitudine di esibirsi in recite private; eccelleva in parti femminili, e cantò le canzoni di Madame Vestris, incoraggiato in questo da suo padre.

Gli organi sessuali non sono mai stati pienamente sviluppati, e i testicoli, anche se di grandi dimensioni, sono di una consistenza flaccida. Non può fischiare. Crede che avrebbe dovuto essere una donna.

A scuola era timido e riservato, e non ha avuto particolare intimità con nessuno, anche se una volta lo desiderava. Ha imparato l’auto-abuso da suo fratello minore, che lo aveva appreso da un ragazzo più grande. Non ha mai avuto sogni erotici. Non ha mai toccato nessuno, se non suo fratello fino a quando, molto più tardi, quando era in viaggio in Italia, e anche allora si è limitato solo al suo compagno di viaggio. Quando viaggiava in Asia Minore ebbe molte opportunità, ma le mise sempre da parte per paura, pentendosi poi della sua timidezza. Desiderava l’intimità con particolari amici, ma non osò mai dirlo. Andava molto ai teatri, e quello che vedeva lo incitava alla masturbazione. Quando aveva circa 30 anni, la sua riservatezza e la sua paura di essere imbrogliato e di subire estorsioni, furono infine superate da un incidente che si verificò a tarda notte al Royal Exchange, e di nuovo in un oscuro nascondiglio nella galleria del Teatro Olimpico, quando era in scena Gustavus Brooke. Da quel momento l’Adelphi Theater, l’Opera italiana, e i parchi aperti di notte divennero i suoi campi di avventura. Egli osserva che tra le persone che si affollavano per assistere ad un incendio trovò molte opportunità. I suoi amici intimi speciali erano un impiegato della ferrovia e un modello italiano. In anni più recenti ha principalmente trovato gratificazione tra i fanti e i poliziotti.

È esclusivamente passivo; gli piace anche la fellatio reciproca. Si è dato molto da fare per ammirare forme finemente sviluppate (conscio dei propri difetti), membra ben tornite, e capelli castani delicati, e ha sempre ammirato la forza e il vigore virile. Non ha mai avuto alcun interesse per i ragazzi, ed è sempre stato indifferente alle donne.

STORIA 24

Un uomo di medicina, inglese, di 30 anni. Ritiene che suo padre, che era un magistrato, avesse molte simpatie per gli uomini; in più occasioni si è seduto con lui sulla panca [del magistrato] quando venivano trattati casi di offesa al pudore; il padre si pronunciò per l’assoluzione in tre casi, anche se ci potevano essere pochi dubbi sulla colpevolezza, e era fu molto indulgente negli altri casi.

Dall’età di 9 anni amava dormire con suo fratello, di dieci anni più grande, che era in marina; dormivano in letti separati, e il bambino andava a letto presto, ma restava sempre sveglio per vedere il suo fratello spogliarsi, perché adorava il suo corpo nudo; e sarebbe poi entrato nel suo letto. Imparò il vizio della masturbazione dal fratello all’età di 9 anni; a quel tempo non c’era l’orgasmo sessuale, ma guardare suo fratello era una fonte perpetua di meraviglia e piacere. Durante l’assenza di suo fratello in mare il ragazzo desiderava il suo ritorno e praticava l’auto-abuso con il pensiero del corpo di suo fratello nudo davanti a lui. La morte di questo fratello fu una fonte di grande dolore. All’età di 12 anni andò in collegio ed era costantemente innamorato di ragazzi di bell’aspetto. Veniva sempre accolto in uno dei letti dei ragazzi più grandi. A questa età era perfettamente in grado di godere l’orgasmo sessuale con i ragazzi. I suoi sogni erotici sono sempre stati di uomini e soprattutto di ragazzi; non ha mai sognato sessualmente delle donne. Dall’età di 9 anni fino  ai 21, quando lasciò la scuola, non dedicò mai alle donne alcun pensiero sessuale, anche se amava sempre la loro compagnia. Per due anni dopo la fine della scuola ebbe relazioni con donne, non perché pensava che ci fosse qualcosa di male nell’amare il proprio sesso, ma perché riteneva  che nessuno lo avesse fatto dopo aver lasciato la scuola. Nel corso di questi due anni preferiva ancora molto gli uomini ed era solito ammirare le figure di soldati e marinai. Egli compì poi una visita a Londra, che può essere descritta con le sue parole: “Sono andato a trovare un vecchio compagno di scuola che viveva lì. Nella sua stanza c’era un giovanotto, fiero, estremamente bello, di bella presenza e di modi affascinanti. Da quel momento tutti i miei ricordi del passato sparirono. Non me lo potevo togliere dalla testa, in realtà, ero innamorato di lui. Me lo immaginavo nudo davanti a me come una bella statua, i miei sogni erano frequenti durante la notte, sempre di lui. Per una quindicina di giorni dopo praticai la masturbazione con l’immagine del suo bel viso e del suo bel fisico sempre davanti a me. Siamo diventati rapidamente amici, e da quel giorno le donne non sono mai più entrate nei miei pensieri “.

Anche se fino ad oggi non ha desiderio o intenzione di sposarsi, crede che finirà per farlo, perché il matrimonio si ritiene opportuno nella sua professione; ma è piuttosto certo che il suo amore e l’affetto per gli uomini e i ragazzi non potrà mai diminuire.

Nella vita precedente preferiva gli uomini dai 20 a 35 anni; ora gli piacciono i ragazzi dai 16 in poi; stallieri, per esempio, che devono essere belli, ben sviluppati, puliti, e di una natura amabile immutabile; ma lui preferirebbe i signori. A lui non interessa il mero abbraccio reciproco o la masturbazione reciproca; quando in realtà ama un uomo, desidera la pedicatio in cui egli stesso è il soggetto passivo.

Ha i capelli ricci e i baffi, e organi sessuali ben sviluppati. Le sue abitudini sono maschili; gli sono sempre spiaciuti gli sport sul campo, e può nuotare, correre, cavalcare e pattinare. Allo stesso tempo, è appassionato di musica, è in grado di disegnare e dipingere ed è un fervente ammiratore della statuaria maschile. È  appassionato di occupazioni pratiche di ogni genere, e non gli piace tutto ciò che è teorico.

E aggiunge: “Come uomo di medicina, non riesco a trovare moralmente qualcosa di patologico, o qualcosa di cui la natura dovrebbe vergognarsi, nel rapporto tra uomini o nella simpatia tra loro.”

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STORIE DI OMOSESSUALI: NARRAZIONE E AUTODIFESA IMPLICITAultima modifica: 2016-01-19T19:22:38+00:00da gayproject
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