DIARIO GAY 13 MARZO 2001

Ci vorrebbe coraggio per andare avanti e io non ce l’ho. Non ce l’ho. Non ce l’ho… Non c’è niente da fare non ce l’ho. Prospettive zero, vuoto totale. Non mi va nemmeno di alzarmi la mattina, lascerei andare tutto a rotoli. Lo so che lavorare mi serve a sopravvivere ma solo a sopravvivere. Prima almeno avevo tempo davanti, potevo sognare, ma adesso che prospettive ci sono rimaste… c’è solo un tirare avanti senza senso, un andare per una strada dove non c’è nessuno. Domani si ricomincia da capo, ma domani non cambierà nulla e nemmeno dopodomani. Oggi l’ho visto, sì, oggi l’ho visto… ma a che serve? A starci male e basta a guardare uno che neanche ti guarda, a rodersi il fegato in attesa di che? A aspettare un mezzo sorriso rubato che poi non è nemmeno per me… no, non ne posso più di questa vita assurda. Ma perché gli altri possono innamorarsi e io no? Perché devo rimanere solo? Ma perché? Io non ammazzo nessuno, io non faccio violenza a nessuno eppure devo rimanere solo, sostanzialmente solo sempre… che tanto anche gli amici che ce li ho a fare? A fare finta di divertirmi con loro, a fare finta di divertirmi a recitare con loro? Che ci faccio con amici così? Il sesso poi… ma non è una fissa, è una necessità, ma perché io non posso avere un ragazzo da abbracciare… io non voglio una scena da film porno, non ne posso più di cose del genere, io voglio una vita vera, un ragazzo vero, per baciarlo, per litigarci, per fare l’amore per curarlo se sta male, per volergli bene… ma perché non devo trovare un ragazzo che mi voglia bene? E ce ne sono tantissimi, sono soli come me, sono disperati come me, ma io non so dove sono, perché qui tutto è gay, tutte le cose più stupide sono gay, ma un ragazzo gay vero non lo trovi da nessuna parte, perché fanno come me, perché ci mettono una vita a capire che la vita non è sesso stupido, perché ci mettono una vita a non essere stupidi. Ne ho conosciuti tanti come me, ma non erano proprio come me, loro facevano finta di starci bene in un quadro da film porno, loro sembrava che nemmeno se ne accorgessero che la vita li stava bruciando, ma io non ne posso più, non ho più nemmeno voglia di vivere, vorrei il rispetto di mio padre e mia madre ma so che non lo potrò mai avere, vorrei trovare un ragazzo da amare ma so che non lo troverò mai e che continuerò a campare di assurdità… finché non avrò proprio lo schifo di me stesso… ma perché io non posso vivere la mia vita? Ma io vorrei sapere che cosa tolgo agli altri… Mi sento dentro una rabbia distruttiva o anche autodistruttiva… ma che campo a fare? Solo per aspettare che il tempo passi… tante altre cose le ho fatte, ho fatto tutto il resto… ma non ho mai trovato nessuno che mi volesse bene, nessuno che mi rispettasse per quello che sono, nessuno che volesse anche solo provare a capire quello che mi porto dentro. Se ne sono sempre fregati tutti, sono stato al massimo un giocattolo per loro, i miei sentimenti non contavano niente, con me ci hanno giocato, oppure mi hanno guardato dall’alto in basso. Io il pregiudizio gliel’ho letto negli occhi. Ma chi vi credete di essere? Siete vermi e basta, perché voi fate soffrire la gente… Ma che sto a fare qui? A scrivere stupidaggini che nessuno leggerà mai, pagine di diario che non servono a niente. Certe cose andrebbero strillate fino a spaccare le orecchie delle persone… e invece io le scrivo solo qui e non servono a niente… poi finiranno nella pattumiera e nessuno le leggerà, nessuno! E allora io perché vado girando a cercare cose che non esistono? Sono stupido del tutto? Sì forse sono proprio stupido del tutto. ma come faccio a rassegnarmi a farmi seppellire vivo a 25 anni… Io non voglio crepare così… è assurdo! Ma tanto lo so che finirà così e che non ci sarà niente da fare, che dovrò comunque soccombere, ma è orribile aspettare di essere seppelliti dalla marea del tempo che avanza e restare immobili senza combattere aspettando di essere schiacciati. Non ne posso più di una vita da scifo di questo genere, non ne posso più della mia vita… ma che sogno a fare? Ma che campo a fare? Tanto per me non ci può essere niente di buono. Vedo certi ragazzi contenti e mi viene rabbia. Perché loro sì e io no? Perché sono gay? Ma è una ragione sufficiente per farmi vivere una vita d’inferno. Certe volte spero di non campare troppo, lo so che è un bestemmia per quelli che stanno male veramente… quanto vorrei addormentarmi e non svegliarmi più.

Rispondo a una chiamata in chat di Marco.

Oddio… era più depresso di me… l’ho dovuto riprendere per le orecchie, diceva delle cose terribili, siamo stati a parlare per quasi tre ore. Che cosa strana è la vita, ti accorgi di vivere quando vedi qualcuno che sta peggio di te. Io non sono stato mai innamorato di Marco, né lui di me. Siamo amici? Siamo solo amici? Non lo so, non lo so più… siamo stati a parlare per tre ore e io lo volevo sentire felice, poi alla fine ha pure scherzato… che cos’è l’amore … Potrebbe essere amore anche questo? Non posso illudermi, anche se vorrei, però vorrei risentirlo… anche subito… io lo richiamo.

DIARIO GAY 13 MARZO 2001ultima modifica: 2007-10-30T23:25:00+00:00da gayproject
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Un pensiero su “DIARIO GAY 13 MARZO 2001

  1. lo so, il post non è certo l’ultimo scritto…ma inutile negarlo mi ha profondamente colpito.
    leggerlo e rispecchiarmi in quelle parole, quasi come le avessi scritte io…e quel magone nello stomaco che sale e si ingrandisce quasi a schiacciarti.
    Ecco che tornano i miei e questa pagina deve essere chiusa.
    Divertente la vita!

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