GAY E BI

Ciao, mi chiamo Giuseppe. Che bello questo blog! Ci voleva una cosa così! Insomma bisogna dire le cose come stanno anche dal nostro punto di vista e fare in modo che la gente veda come siamo realmente e leggendo i commenti mi sono sentito molto felice di essere gay, perché i commenti sono seri e mi piacciono moltissimo, però una cosa l’ho notata, ed è un po’ paradossale, i commenti su questo sono praticamente tutti di etero, sono belle persone e scrivono cose serie (evviva l’idea del “gay serio”! Era ora!) però, lasciatemelo dire io un rammarico ce l’ho e l’ho detto anche a gayproject, su questo blog non si vede il commento di un gay, nemmeno uno e questo non fa che confermare il solito teorema, cioè che i gay si nascondono anche quando non c’è nessun motivo di farlo, io almeno su questo blog ci scrivo, non sono nemmeno io un gay dichiarato, e forse non sono nemmeno veramente gay, però ci scrivo, e non solo io, fino ad ora siamo sei o sette e non siamo tanto pochi, ma in effetti rispetto al numero veramente alto di lettori che ha questo blog siamo pochissimi. Non so se l’avete notato ma siamo schizzati a i primi posti su Google e questo significa che traffico ce n’è moltissimo. Mi fa piacere, ma è tutto traffico di sola lettura… voi leggete, giusto… ma perché non dite quello che pensate? Dico voi gay (non dico noi perché io lo faccio), perché in effetti di voi non si vede nemmeno l’ombra. Ma è possibile che un blog che più gay non si può riceva solo commenti di etro (e che commenti!) e che i gay stiano solo alla finestra per vedere quello che succede? In un cero senso vi capisco perché fino a dieci giorni fa ho fatto così anch’io, ma penso che sia ora di cambiare, penso che il nostro mondo ce lo dobbiamo difendere da noi, non dobbiamo aspettare che qualcuno ci regali i nostri diritti. Adesso il mio sfogo l’ho fatto… un po’ così, ma l’ho fatto, però perché non ci date una mano, di certe cose più se ne parla e più seriamente se ne parla, più crescono nella coscienza della gente, prima la nostra e poi quella di tutti gli altri.

E adesso vengo alla mia storia. Adesso ho 24 anni, sono un tipico figlio ribelle! E me ne vanto! Mio padre da me è sempre rimasto deluso, lui voleva che io facessi l’ingegnere e invece io ho fatto scienze politiche, dopo non combinerò probabilmente niente, ma almeno ho fatto quello che volevo fare. I miei hanno mezzi e per questo pensavano di riuscire a condizionarmi, a comprarmi va’, ma non ci sono riusciti, io dei quattrini loro me ne infischio. Me ne sono andato di casa cinque anni fa quando ero praticamente un ragazzino e ho fatto una scelta rischiosissima, oggi me ne rendo conto, me ne sono andato a vivere a casa di un ragazzo più grande, Stefano, che avevo conosciuto poco prima, io avevo 19 anni e lui ne aveva 29, lui era gay, io non sapevo che cosa ero, ma lui mi aveva detto, forse tanto per dire ma l’aveva detto, che mi poteva ospitare e io non vedevo l‘ora di andarmene di casa, ho sbattuto la porta e dopo l’ennesimo litigio con mio padre me ne sono andato. Sul momento, quando mi sono tirato dietro la porta di casa ho provato un momento di libertà totale, avevo mandato a quel paese tutta la famiglia perché non ne potevo più! Mio padre era nero, mia madre stava facendo la tragedia greca e io ho tagliato la corda! Non ho portato via nulla casa, né una lira né una camicia… niente! Sono andato a casa di Stefano che viveva solo e si manteneva lavorando, ma già mentre andavo a casa sua cominciavo ad avere paura. Stefano aveva 10 anni più di me… insomma avete capito! Mi è cominciata a venire una paura del diavolo e ho cominciato a pentirmi di quello che avevo fatto… io pensavo che prima o poi mi avrebbe fatto qualche richiesta alla quale non avrei potuto dire di no e la cosa mi infastidiva, io allora non mi consideravo gay, i ragazzi mi piacevano ma anche le ragazze non mi erano del tutto indifferenti, quindi io mi consideravo completamente etero e l’idea di finire a casa di Stefano mi stava stretta. Insomma sono arrivato a casa di Stefano con delle bruttissime intenzioni nei suoi confronti… ne avevo pensato veramente di tutti colori. Busso, mi viene ad aprire, gli dico che sono andato via da casa, mi guarda perplesso, gli rispondo che voglio stare a casa sua e non solo per qualche giorno. Mi guarda più perplesso di prima, poi mi dice: “Ma tu ti rendi conto di quello che stai dicendo?” Gli chiedo: “Perché?” E lui mi dice: “Se stai qui l’etichetta di gay te l’attaccano subito e forse pure peggio! Tu sei ancora un ragazzino!” Mi sono arrabbiato e mi venivano le lacrime per la rabbia, allora lui m’ha detto: “Be’ intanto per oggi stai qua, poi si vede”, io sono entrato e non sapevo che fare, erano le undici di sera. Mi ha chiesto: “Ma hai mangiato?” Gli ho detto di no e mi ha detto: “Vieni in cucina”. Ha preparato due spaghetti aglio olio e peperoncino e ha aperto una scatola di tonno, poi ci siamo messi a parlare e io gli ho detto peste e corna dei miei ma lui cercava di raffreddare il discorso. Certe volte mi faceva rabbia, si metteva a difendere mio padre! Ero stato solo una volta a casa sua e per pochi momenti, non sapevo che casa avesse, ma aveva due stanzette, piccole piccole, in una ci dormiva lui e nell’altra c’era di tutto: libri, dischi, scarpe da tennis vecchie, di tutto, proprio di tutto. Il letto era uno e io che di racconti erotici ne avevo letti tanti cominciavo a tirare le conclusioni… e invece è successo tutt’altro, ha fatto un po’ di spazio nella stanza dove c’era tutta quella mercanzia e ci ha messo una poltrona, poi ha cambiato le lenzuola del suo letto e mi ha detto: “Tu dormi lì”, gli do detto: “Ma questa è la stanza tua” e mi ha risposto: “Adesso è la tua” e se n’è andato a dormire in poltrona nell’altra stanza. Io ero così stanco e frastornato che non capivo più niente e sono crollato dal sonno e dallo stress… cerco di abbreviare… la mattina mi ha preparato la colazione poi abbiamo parlato molto, gli ho detto che ero etero e non ha battuto ciglio. Insomma adesso viviamo ancora insieme, lui adesso ha 34 anni. Io non so se sono gay, questo non l’ho mai capito chiaramente perché le ragazze non mi sono indifferenti nemmeno a livello sessuale, ma nemmeno i ragazzi anche se forse i ragazzi mi interessano di più. Da quando ci conosciamo non ho mai visto Stefano portarsi a casa nessuno. Qualche volta non torna  a casa la notte ma io non faccio domande. Non mi ha mai creato nessun problema, la sua sessualità se l’è tenuta per sé, solo una volta io ho provato a chiedergli se mi desiderava e mi ha risposto: “Non mi fare queste domande” e la cosa è finita lì. Ha pagato lui tutte le spese, anche quelle dell’università perché in pratica mi ha costretto a proseguire gli studi e mi ha detto che se volevo stare a casa sua dovevo andare per forza all’università… era un bel ricatto e per me è stato fondamentale, io ho provato a discutere ma non ne ha voluto sapere: bere o affogare! E io ho bevuto. Prima non sapevo esattamente che cosa fosse un gay serio ma adesso lo so. A Stefano voglio bene, gli voglio bene veramente, è un po’ la famiglia che avrei sempre voluto, quanto a me che farò in futuro non lo so, probabilmente resterò a casa di Stefano finché non m’innamorerò, se di una ragazza o di un ragazzo, francamente non lo so, però adesso mi sento più maturo e penso di poter fare qualcosa di buono nella vita.

GAY E BIultima modifica: 2007-09-06T20:11:29+02:00da gayproject
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2 pensieri su “GAY E BI

  1. Ciao, leggerò gli altri tuoi post quando avrò un po’ più di tempo, mi sembrano interessanti.

    Voglio fare alcune considerazioni, personali, per toccare indirettamente alcuni punti che sollevi.

    Io scrivo in questo blog come persona, mica come etero, mica come milanista, mica come bolognese (faccio esempi, potrei essere non bolognese, non milanista, non etero). I blog che mi piacciono lo fanno a prescindere.

    Io non mi intendo molto, ma credo che per parlare di un tema specifico sia più appropriato un forum, ma non sempre funzionano. Poi ci sono anche quei siti specifici per fare conoscenza, che sono altra cosa.

    Qui, possibilmente nei limiti civili, si può parlare di tutto, alcuni parlano dei propri rapporti col partner…. e qui ti volevo… non ho mai letto di rapporti omo… e non capisco perchè, ovvero, lo capisco. Personalmente non gli darei alcun peso diverso rispetto a un post etero e, stai sicuro, che la stragrande maggioranza farebbe come me. Credo che tu mi abbia capito senza che dica altro.

    Aggiungo solo che sono d’accordo che bisogna parlare, ma io dico che bisogna farlo in modo normale, senza fare battaglie che ottengono risultati opposti.

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