RAFFALOVICH E I POETI “OMOSESSUALI” CITATI DA DANTE

Il capitolo di “Uranismo e Unisessualità” dedicato ai poeti comincia con una lunga citazione del canto XXVI del Purgatorio di Dante, in cu si parla “anche”, ma solo di sfuggita, di sodomiti. Raffalovich prolunga la citazione riportando una traduzione (incompleta) dei versi di Dante in cui Il sommo poeta descrive il suo incontro con Guido Guinizelli e Arnaut Daniel [Arnaldo Daniello (1150-1210)].

Il lettore attento resta però perplesso del fatto che Raffalovich , nello scrivere di poeti omosessuali, citi Guido Guinizelli e Arnaldo Daniello, che omosessuali non erano, e non citi il notissimo canto XV dell’Infreno in cui Dante esalta il suo maestro Brunetto Latini, pur mettendolo all’Inferno come omosessuale.

Il canto XXVI del Purgatorio non è tra quelli di più facile lettura e contiene anche alcuni versi in lingua provenzale, messi in bocca ad Arnaldo Daniello. Secondo Dante, nella settima cornice del Purgatorio, ove si purgano i lussuriosi, si trovano due distinte schiere di peccatori: quelli che gridano “Sodoma e Gomorra”, cioè gli omosessuali, e i peccatori “ermafroditi”, cioè gli eterosessuali, che cercano l’unione del maschio e della femmina (ermafroditi in questo senso).

Raffalovich, che non era certo un fine conoscitore dell’Italiano antico, come John Addigton Symonds, legge probabilmente il testo di Dante in una traduzione francese ed è in indotto, dalla presenza dell’espressione “peccato ermafrodito” a ritenere che si parli di omosessuali. Se così fosse, comunque, il riferimento al mito di Pasife sarebbe bel tutto fuori luogo.

L’equivoco deriva dal fatto che il termine “ermafroditismo psichico” era stato utilizzato da diversi autori per indicare una identità di genere mista, senza manifestazioni di ermafroditismo fisico. L’espressione finì poi per indicare anche l’omosessualità, intesa come una specie di sesso intermedio. Per questa ragione Guido Guinizelli e Arnaldo Daniello, che omosessuali non erano, vengono inseriti da Raffalovich nella schiera degli omosessuali, mentre Brunetto Latini, che era omosessuale, personalità tutt’altro che di secondo piano nella vita di Dante, che lo chiama “padre”, è del tutto trascurato.

Ma lasciamo la parola a Raffalovich.
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I POETI

Non è per cattiveria che ho scelto soprattutto i divini poeti; se ne avessi avuto il tempo e l’abitudine, avrei preferito studiare i grandi capitani, gli uomini d’azione. Non avrei avuto che l’imbarazzo della scelta.

Ma, dato che mi ritrovo ad aver letto e studiato i poeti, ne ho selezionato alcuni appartenenti alla schiera d’anime che Dante incontra in Purgatorio, anime che avevano commesso il peccato ermafrodita o che avrebbero potuto sentirsi chiamare Regina! Come il grande Cesare in occasione del suo trionfo. Non invoco nessun classico, Eschilo, Sofocle, Pindaro, Virgilio, Orazio, Catullo, Tibullo … e neppure nessuno del Medioevo.

Purgatorio, Canto XXVI

“infatti, in mezzo al muro di fiamme, giunse una schiera che volgeva il viso verso questa, la quale mi indusse a osservare meravigliato.
Lì vidi ogni anima di entrambe le schiere affrettare il passo e baciarsi l’una con l’altra, senza fermarsi, contente per quel rapido saluto festoso;”

“i nuovi arrivati gridavano: «Sodoma e Gomorra»; e gli altri: «Pasifae entra nella vacca di legno, perché il toro corra a soddisfare la sua lussuria».”

“Io…
iniziai: «O anime certe di ottenere, quando sarà, la pace eterna,”

“ditemi, affinché io ne scriva una volta tornato nel mondo, chi siete voi, e chi è quella schiera che se ne va dietro le vostre spalle.”

“La schiera che non viene con noi commise lo stesso peccato (sodomia) per cui Cesare, durante il trionfo, si sentì rivolgere l’appellativo di ‘Regina’:[1]per questo se ne vanno gridando ‘Sodoma’, rimproverando se stesse come hai sentito, e accrescono la pena del fuoco con la vergogna.”

“Il nostro peccato, invece, fu eterosessuale (ermafrodito); ma poiché non osservammo la legge umana, seguendo come bestie l’appetito dei sensi, per nostra vergogna quando ci separiamo gridiamo il nome di colei (Pasifae) che divenne una bestia nella falsa vacca di legno.
Ora conosci il nostro comportamento e di cosa fummo colpevoli:”

“Esaudirò il tuo desiderio solo riguardo a me stesso: sono Guido Guinizelli, e sconto già qui la pena per essermi pentito prima della fine della mia vita.”

“quando udii presentarsi il padre mio e degli altri poeti migliori di me che mai scrissero versi d’amore dolci e leggiadri;”

“Dopo che fui soddisfatto di averlo osservato, mi offrii tutto pronto al suo servizio, con un giuramento che spinge le persone a credere alle parole.”

“Disse: «O fratello, costui che ti indico col dito», e mostrò uno spirito davanti a lui, «fu il migliore artefice del suo volgare materno.
Superò tutti nel campo della poesia amorosa occitanica e nella letteratura narrativa oitanica; e lascia parlare gli stolti, che credono sia superato dal Limosino (Giraut de Bornelh).[2]”

“Ora, se tu hai l’eccezionale privilegio di poter andare nel chiostro (Paradiso) dove Cristo è l’abate del collegio,”

“recita davanti a lui per me un ‘Pater noster’, almeno per quanto è necessario a noi in Purgatorio, dove non abbiamo più il potere di peccare”.

“Io mi avvicinai un poco allo spirito che aveva indicato prima, e dissi che il mio desiderio preparava una gradita accoglienza al suo nome (volevo sapere chi fosse).
Lui cominciò volentieri a dire: «La vostra cortese domanda mi piace a tal punto, che non posso né voglio nascondere la mia identità.
Io sono Arnaut,[3] che piango e vado cantando; preoccupato guardo la mia passata follia d’amore, e vedo gioioso la gioia, che spero, davanti a me.
Ora vi prego, per quella virtù che vi guida alla sommità di questa scala, di rammentarvi al momento opportuno del mio dolore!»
Poi si nascose nel fuoco che li purifica.”
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[1] Sarebbe interessante studiare i rapporti tra il genio, l’orgoglio e l’unisessualità. Aggiunta di Project: – Tutti i nemici di Cesare gli rinfacciarono di essersi concesso quando era ancora un giovane ufficiale a Nicomede IV Filopatore, re di Bitinia. « Gallias Caesar subegit, Nicomedes Caesarem: ecce Caesar nunc triumphat qui subegit Gallias, Nicomedes non triumphat qui subegit Caesarem »(Svetonio, Vita di Cesare.) [« Cesare ha sottomesso le Gallie, ma Nicomede ha messo sotto lui. Oggi trionfa Cesare che le Gallie ha sottomesso, non trionfa Nicomede che ha messo sotto lui. »]
[2] Nota di Project: – Giraldo di Bornello (… – 1220), originario della zona di Limoges (Dante lo chiama Limosino).
[3] Nota di Project: – Arnaldo Daniello (1150-1210).

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RAFFALOVICH E I POETI “OMOSESSUALI” CITATI DA DANTEultima modifica: 2017-01-09T10:39:40+00:00da gayproject
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