OMO O BI-SESSUALITA’? KRAFFT-EBING E RAFFALOVICH RISPONDONO

Raffalovich conclude i suoi cinque casi sessuali citando un caso ripreso da Krafft-Ebing, cosa assai poco usuale per lui. In effetti, il caso è stato analizzato e valutato in modo molto diverso da Krafft-Ebinbg e da Raffalovich. Krafft-Ebing ne offre una valutazione esclusivamente esteriore, basata sui comportamenti oggettivi (la cosiddetta oggettività dell’osservazione scientifica), che si orienta verso la bisessualità, Raffalovich ragiona invece da gay, cioè da persona che valuta le situazioni relative ai comportamenti omosessuali in modo non schematico e, inevitabilmente, legato anche alla propria esperienza personale, e vede nel caso presentato la storia di un omosessuale, nonostante la presenza di rapporti eterosessuali. Se un gay dovesse valutare i comportamenti di un eterosessuale in un rapporto con una donna, dovrebbe necessariamente fermarsi ad una valutazione formale, o al massimo analogica, perché non avrebbe le coordinate necessarie per comprendere l’elemento soggettivo connesso con quei comportamenti. Da qui un’osservazione nasce spontanea: i primi studi “seri”, ossia meno formali e più capaci di capire le cose dall’interno, sul tema della omosessualità sono opera di omosessuali, e si potrebbe andare oltre, affermando che, per esempio, che chiarire le tematiche legate alla omosessualità maschile con un terapeuta eterosessuale o con una donna terapeuta, è molto diverso che farlo con un terapeuta omosessuale. In molte situazioni, sia di studio, che di rapporto terapeutico, per quanto si cerchi di spersonalizzare le funzioni dei soggetti coinvolti, il vissuto personale degli operatori può fare la differenza.
Vi lascio al breve testo di Raffalovich, che permetterà di chiarire meglio la situazione.
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Mi è sembrato più utile citare in modo esteso quattro casi sessuali (quelli di due uomini alteri e generosi, Alfieri e Baber, quello di un genio sofferente, ingrato, desolante, che ci fa dubitare della natura umana quando lo si mette a confronto con la sua opera, che ha tutti i difetti del valletto, dell’uomo di lettere, del masturbatore, – e quello del libertino gioioso e instancabile) piuttosto che concedere solo qualche riga a una ventina di casi. Il caso seguente, che io riprendo da Krafft-Ebing, è troppo interessante per non figurare qui.

V. – Uranismo congenito molto caratterizzato, con rapporti intermittenti con le donne per ignoranza o imitazione, dal ventesimo al trentesimo anno.
J…, dell’età di trentasei anni (padre alcolista, ma nessun’altra eredità fastidiosa; solo, uno dei suoi fratelli è invertito e una delle sue sorelle passa per amare le donne; gli altri tre figli dello stesso padre sono normali, o meglio non ci viene detto nulla di loro), muscoloso, maschile, di buona costituzione, eccellente uomo d’affari. Preferisce le arti e la letteratura allo sport. È dolce, un po’ timido, un bravo ragazzo.

A quattro anni la vista del sesso di un uomo gli face molto effetto e si interessò sempre di più alle nudità maschili e usò tutti i trucchi (inimmaginabili) dell’infanzia per vederne. Penso che se avesse potuto ricordarsi di periodi anteriori a suoi quattro anni, avrebbe trovato che già si interessava all’uomo prima di aver visto la sua virilità. Comunque non è questa visione che ha determinato il suo uranismo. A quattordici anni imparò a da solo a masturbarsi e si immaginava uomini nudi. Dormiva con suo fratello e lo masturbava. A quindici anni si innamorò di un compagno ma tra loro non ci furono rapporti sessuali. A diciannove anni (al momento di questa seconda verginità dell’adolescenza) idolatrò uno studente; il suo amore era così sincero che rinunciò per un anno (il periodo che durò questo amore) alla masturbazione e non profanò mai il suo amore con delle proposte sessuali. A vent’anni (dopo questo amore) tentò il coito eterosessuale che non gli riuscì. Successivamente ci arrivò con delle donne amichevoli. Qualche volta, quando queste non gli procuravano piacere era costretto a far credere di avere rapporti con un uomo. A ventitré anni si innamorò di un uomo per un breve periodo. Poi ritornò alle donne per non masturbarsi, perché la sua abitudine diventava penosa per lui. Le donne non gli hanno mai ispirato nulla, nessun sentimento, nessun interesse; è solo dopo un’astinenza abbastanza prolungata che gli veniva il desiderio del coito. Si rese conto della sua vita sessuale solo a trent’anni. I suoi sogni erotici hanno sempre avuto per tema la masturbazione reciproca con uomini. A trentaquattro anni ha una folle passione per un giovane uomo che la condivide. Masturbazione reciproca. Poi, improvvisamente, rimorsi e rottura: seguita da una paura incessante di ricaderci. A trentacinque anni legge la Psychopathia sexualis di Krafft-Ebing e va a consultarlo. Doveva sposarsi ed essere padre? Chiede se i figli gli somiglieranno. Informato dal dottore che è possibile, rinuncia completamente al matrimonio.

Krafft-Eging definisce questo come un caso di ermafroditismo psichico. Io non ci vedo nessun ermafroditismo. È un caso di uranismo malgrado dei rapporti eterosessuali; o secondo la mia classificazione appartiene alle due categorie seguenti:

A. – Uranismo incoercibile malgrado dei rapporti eterosessuali,

[1] uomini che, non rendendosi conto del loro uranismo, hanno creduto che un matrimonio o una relazione con una donna li avrebbe resi felici, e che hanno riconosciuto il loro errore, e non hanno subito nessuna modificazione del loro uranismo;

[2] uomini che, non rendendosi conto del loro uranismo, hanno cominciato dei rapporti con delle donne per arrivare poi alla conoscenza della loro vita sessuale.
Dal punto di vista della psicologia delle soddisfazioni sessuali sarebbe interessante sapere se la masturbazione reciproca di J… provenisse dalla difficoltà di ottenere un coito più completo; perché J… disse al medico che la masturbazione reciproca gli era antipatica. Krafft-Ebing non spiega perché J… non cercasse altre soddisfazioni.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=16&t=5692

OMO O BI-SESSUALITA’? KRAFFT-EBING E RAFFALOVICH RISPONDONOultima modifica: 2016-10-02T16:23:45+00:00da gayproject
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