STORIA DI UN RAGAZZO GAY

Ciao Project, ti scrivo perché nonostante la mia giovane età, sto perdendo me stesso. Ho 18 anni e mezzo, sono gay e ho sempre saputo di esserlo. Come tutti i miei coetanei ho scoperto la masturbazione (a 12 anni) e facevo ciò con mio cugino di due anni più grande, etero. Sia chiaro, non ci masturbavamo a vicenda (si che mi sarebbe piaciuto) ma guardando film porno in tv. Fu allora che scoprii che ad attrarmi non era il film, ma lui, e aspettavo con ansia quei momenti per poterlo vedere come volevo. Dopo circa un anno smettemmo di fare ciò, e con l’abitudine finì anche l’infatuazione, ma proprio ora inizio la scuola alberghiera ed ecco che le prime fantasie su compagni di classe iniziano a impazzare in me. Sono sessualmente irrefrenabile, ma la mia unica valvola di sfogo è la masturbazione, e in questo periodo al sentimento ci penso poco. Tuttavia, inizio a navigare su Internet e qui mi imbatto su siti gay, i soliti siti gay, e si può dire che ne divento dipendente. Inizio a frequentare le chat – esperienza breve, ma intensa – e conosco Leonardo, un ragazzo che si diceva 3 anni più grande di me (ne avevo 15) . Lui si dimostra timido nel parlare di sesso, ma insisto e così, dopo miei tentennamenti, è lui ad essere voglioso, così mi ricatta : se non mi fossi recato con lui ad un appuntamento di sesso, avrebbe rotto con me. Io, confuso, accetto, e fisso l’incontro di lì a poco. Nel frattempo, un giorno vado a fare una gita in montagna dimenticandomi nella libreria le pagine con le conversazioni chat. Al mio ritorno, noto un atteggiamento cambiato nei miei confronti da parte dei miei, e sospetto qualcosa. In fondo ho capito che hanno capito, e sono preso dal panico. Ti ricordo che tutto ciò avviene pochi giorni prima. Mia madre mi impedisce con varie scuse di accendere il computer, mentre mio padre non mi parla più. Da tutto ciò, io comprendo ciò che è accaduto, ma lo deduco io. Non ti dico come ero in quei giorni; stressato, preoccupato, atterrito al solo pensiero che potessero sapere. Vivo in un paesino della Calabria, e nel paese dove abito, tra 3.000 abitanti più tutti quelli che negli ultimi 50 anni hanno emigrato altrove, nessuno si è mai dichiarato. Non oso pensare cosa accadrebbe. Probabilmente, come minimo lo picchierebbero. Ma torniamo alla nostra storia. E’ un freddo pomeriggio del 2 Febbraio, sono passati 3 giorni dalla gita in montagna e ne mancano 2 per l’incontro con Leonardo, che nel frattempo mi sta passando di mente. Sono a ripetizione di biologia dalla Prof e sono ormai le 9 quando torno a casa in scooter. Appena entro nel portone del mio palazzo, intuitivamente sento che qualcosa è accaduto. Al che, mi dirigo a casa per vedere cos’è successo, ma ho capito. Vado in camera, e ad attendermi ci sono i miei e il computer, ormai spento. Mia madre mi dice di aver letto i miei messaggi, e inoltre di aver scoperto con l’aiuto di sua cugina che ho visitato un sito porno gay, oltre alle conversazioni chat salvate con Leonardo. Quel che è peggio, è che sul pc c’erano anche dei miei filmini che mi masturbavo. Mi dice anche che in seguito ha chiamato il tecnico informatico, Liborio, di avergli fatto vedere il computer con relativo materiale per farlo cancellare definitivamente e di aver fatto mettere la password avanzata al computer. Come se non bastasse, denuncia Leo ai cc. Non è finita, dopo tutto ciò ha contattato uno psicologo dove sarei stato costretto ad andare per non so quanto. Hanno fatto tutto ciò in solo un pomeriggio. Lei mi assicura dicendo di non dare importanza all’essere gay, ma io non le dissi niente. Nei suoi occhi leggevo che era solo un modo per farmi confessare, loro non hanno mai digerito “i froci” e forse lo avrebbero fatto, ma solo a parole, guardandomi con diffidenza ed estraneità. E così dico fortemente che non sono gay e che ho solo avuto un momento di incertezza poi risoltosi con l’eterosessualità. Sta di fatto che sono traumatizzato e shoccato e mi tocca cenare insieme a loro (a tavola regna il silenzio). I giorni seguenti sono di pura umiliazione per me. Non avrei mai voluto fare coming out per nessun motivo al mondo, e ora mi trovo con i miei, mia cugina, un tecnico computer di un paese limitrofo e uno psicologo, che sapevano TUTTO di me. La cosa che più mi ha fatto male è stata quella dei filmati di me che mi masturbavo, con molta probabilità i primi 4 li hanno visionati e credimi, mi ha talmente umiliato e ferito una cosa del genere che ancora ora non gliel’ho perdonata.

La vita va avanti, ho ormai 16 anni, e in me inizia finalmente a sorgere il sentimento. Mi innamoro di un mio compagno di classe, Luca, davvero bello e dolce, ma non c’è alcuna chance che sia gay dato che si è quasi suicidato per riconquistare la sua ex ragazza ! (mia intima amica). Il sentimento resta però vivo ed è bello anche così, semplicemente la condizione di innamorato riempie la vita. Mi disinnamoro di Luca, e mi infatuo a ruota di alcuni ragazzi, visti in istituto qua e là. A più di 17 anni, per la prima volta il sesso non è più determinante come in passato e capisco che sarei fidanzato anche senza possibilità di farlo, purché innamorato. Se ricordi, a 15 anni il computer mi è stato tolto a vita, quindi dai 15 anni ai 17 e mezzo, non ho più alcun tipo di contatto con il mondo gay.

Siamo a Luglio, ho più di 18 anni, ma mi sento vuoto. Le informazioni e i post non mi bastano, così come a Gennaio mi sono stufato del sesso. Per il disinteresse verso quest’ultimo non mi importa, ma se neanche storie come quelle del tuo sito mi danno gioia e speranza per il futuro, allora mi sto spegnendo. Ti ho scritto perché sia tu a riaccendermi, ti ho scritto perché ora, nella mia buia e tetra vita, sei l’unico che riesco a scorgere all’orizzonte pronto a tendermi una mano. Ciao, Andrea.

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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=19&t=354

STORIA DI UN RAGAZZO GAYultima modifica: 2009-08-02T11:12:20+00:00da gayproject
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